Passi nella storia
Articoli dedicati alla descrizione storica e culturale dei luoghi e degli edifici che si trovano sui Cammini

L’esperienza del Cammino e’ un qualcosa di indescrivibile, il cui ricordo ritorna spesso a vivere quando ascoltiamo una canzone particolare o ci perdiamo tra le immagini che abbiamo scattato di momenti e di luoghi. Tra gli oggetti che custodiamo in quell’angolo di vita, c’e’ anche il ‘testimonium’, quella pergamena tanto ambita che ci investe della gratificazione di aver portato a termine la nostra impresa.
Sapevate che anche nel medioevo i pellegrini che si recavano a Roma, ricevevano questo riconoscimento? A noi rimane come ricordo di tante emozioni vissute, ma in passato il Testimonium era un oggetto molto importante che accompagnava e proteggeva il ritorno dei fedeli dopo il loro viaggio di devozione.
Quello che oggi e’ un leggero foglio di pergamena stampato, nel medio evo era una placchetta rettangolare coniata in stagno o in piombo delle dimensioni di circa 36.60 x 30,20 millimetri sulla cui faccia erano rappresentate in rilievo le figure degli apostoli Pietro e Paolo.
I testimonium iniziarono a diffondersi gia’ dal XII sec. come segno sia di gratificazione ma anche di identificazione del pellegrino che rientrava a casa dopo il suo pellegrinaggio, proprio come gia’ avveniva con le capesante, le conchas, sul Cammino di Santiago. Erano realizzati dalle officine specializzate dei fabbricanti di medagliette devozionali, i cosiddetti ‘medajari’ ed venivano poi fissati, in bella vista, ai mantelli o alla bisaccia dei pellegrini dai canonici della Basilica Vaticana.
Ai pellegrini in possesso della piccola placca veniva garantita assistenza e ospitalita’ durante il loro cammino di rientro a casa.

 Il Testimonium medievale  Il Testimonium moderno

Fonte: Il Giornale della Numismatica

Lasciato alle spalle il Castello di Monteriggioni, sul sentiero che conduce in localita’ Villa, si scorge una curiosa torre dalla forma cilindrica. E’ il Castello de La Chiocciola, una delle numerose roccaforti che nel Medio Evo fungevano da avamposto di difesa della Repubblica di Siena.
Costruito nel XIV secolo sul luogo di un antico insediamento etrusco, il castello e’ noto in particolare per un episodio legato alla guerra fra Siena e Firenze degli anni 1553-1555. I suoi occupanti resistettero ostinatamente agli attacchi di un battaglione di mille fanti e cento cavalieri austro-spagnoli, arrendendosi solo dietro pagamento ai vincitori di 700 scudi d’oro.
Tra i vari proprietari che nei secoli si sono succeduti, spicca la Famiglia dei Piccolomini d’Aragona e quella dei Conti Brancadori.
Il Castello è ancora oggi in ottime condizioni e fa parte di una grande azienda agricola. Sono presenti due torri principali: un cassero merlato e un alto torrione cilindrico, entrambi impreziositi da archetti in mattoni. Il nome “Chiocciola”, viene attribuito alla scala elicoidale che si trova appunto nella torre cilindrica e che permette permette il collegamento tra i piani del torrione principale. Attorno si trovano altri fabbricati risalenti ad epoche successive.

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