L’ Hospitalero e il valore dell’accoglienza

L’ Hospitalero e il valore dell’accoglienza

Un elemento che contraddistingue l’esperienza del Cammino è il tema dell’accoglienza.
Abituati a pagare in denaro negli hotels per ricevere cortesia e buon servizio, il pellegrinaggio a piedi ci dà invece l’opportunità di riscoprire il valore dell’accoglienza come gesto disinteressato.
Infatti tra le tipologie di strutture di accoglienza presenti sui Cammini italiani, il pellegrino che arriva stanco alla sua meta quotidiana può scegliere di riposarsi in un luogo di accoglienza ‘ad offerta’ dove lo aspetta il sorriso di un Hospitalero, termine castigliano comunemente usato anche qui in Italia per indicare la persona che ti accoglie. Questi luoghi sono solitamente locali messi a disposizione dalle parrocchie o da privati, organizzati in stanze con letti a castello, bagni, doccia calda e a volte anche una cucina, spazi da utilizzare in uno spirito di piena condivisione. L’hospitalero e’ un volontario, in genere un pellegrino, che compresa l’importanza del valore dell’accoglienza e della solidarietà, sceglie di mettersi a servizio degli altri pellegrini durante il loro Cammino. Avendole sperimentate personalmente, l’hospitalero conosce le fatiche di chi cammina, ne condivide l’esperienza, le motivazioni e le emozioni. E’ una persona in grado di ascoltare e si impegna a creare le condizioni migliori affinché gli ospiti possano riposarsi in tranquillità. Per il suo servizio non vuole nulla in cambio, desidera ‘solo’ donarsi mettendo a disposizione il suo tempo, le sue energie e la sua esperienza. Quello dell’hospitalero e’ un servizio impegnativo… La mattina si sveglia molto presto la mattina per preparare la colazione e mettersi a disposizione dei pellegrini in partenza. Segue la pulizia certosina di stanze, bagni e docce e la verifica del materiale e del cibo a disposizione per poter comprare cio’ che manca. Il tempo scivola tra le mani ed ecco che gia’ arrivano i primi pellegrini…  un sorriso e un bicchiere d’acqua di certo allevieranno la loro fatica .. agli occhi dei pellegrino, questi due gesti sinceri sono sufficienti a trasformare l‘hospitalero in una figura affidabile e polivalente, alla quale rivolgersi per ogni informazioni, consiglio, o problema, anche personale .. Inizia il compito forse piu’ importante per gli hospitaleros: mettersi all’ascolto. E’ un’azione che richiede pazienza, rispetto, apertura … ascoltare una persona non e’ solo sederle accanto e sentire cio’ che ha da dire … ascoltare vuol dire bussare alla porta dell’altro e chiedere di entrare per avvicinarsi al suo stato d’animo e cercare di comprenderlo; e’ riuscire a percepire le gioie e le sofferenze che si nascondono dietro le loro parole. Il saper Ascoltare e’ un bellissimo dono che, nascosto dietro alla sua apparente immobilita’, si rivela invece un’azione attiva che richiedere buona volonta’ ed energia. Perche’ senza mettersi all’ascolto difficilmente si riesce a dare sostegno. La sera l’atmosfera serena della cena condivisa, tra sorrisi e racconti, diventa la ricompensa per un’altra faticosa giornata di belle emozioni e nuovi incontri.
Dietro la gioia e la dedizione di queste persone nel servire il prossimo, ci sono quindi ogni giorno molte ore di lavoro e di fatica, non solo fisica, oltre alla necessità di coprire le spese per i costi fissi che un immobile può avere. L’offerta in denaro del pellegrino all’ospitale diventa quindi una forma di gratitudine che permette la continuita’ del servizio di accoglienza anche ai pellegrini che verranno dopo e l’abbraccio con il volontario al momento della partenza, una delle emozioni indimenticabili che l’esperienza del Cammino ci offre.

L’ Essere Hospitalero credo che sia un attributo del cuore, di cui siamo piu’ o meno consapevoli e che a volte ha bisogno di una spinta per venir fuori. Capita spesso che al rientro da un Cammino, ci si renda conto di quanto l’essere stati accolti con umilta’ e sincera disponibilita’ abbia fatto la differenza tra un passo e l’altro ed e’ comune pensare a quanto ci piacerebbe poter fare lo stesso per gli altri pellegrini.

Se sentite di essere pronti a donarvi per questo servizio, in Italia ci sono due soggetti che si occupano di avvicinare le persone a questo tipo di esperienza:

  • gli HOSVOL Italia, gruppo laico con sede a Valpromaro (LU)
  • la Confraternita di San Jacopo, gruppo cattolico con sede a Perugia

Entrambi organizzano corsi in cui vengono affrontate le tematiche piu’ importanti che riguardano l’accoglienza, ognuna seguendo linee guida proprie con l’obiettivo di indirizzare i volontari ad un piu’ utile ed efficace servizio (per informazioni sui corsi rivolgersi direttamente a loro)

Grazie a questi volontari per il loro tempo dedicato al Cammino di altri

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