Il peso dell’essenziale e del superfluo

Il peso dell’essenziale e del superfluo

Uno degli argomenti più frequenti su cui si discute sia sui social network che durante i vari incontri tra pellegrini riguarda la preparazione dello zaino prima della partenza. Perchè durante un viaggio a piedi, la scelta dello zaino e il suo peso può veramente fare la differenza tra una memorabile esperienza e un viaggio di sofferenze …

La tendenza di chi per la prima volta decide di affrontare un lungo Cammino, è quella di caricare un peso eccessivo sulle spalle, non curandosi abbastanza del contenuto e senza pensare che uno zaino pesante, caricato per tanti giorni e tanti km può mettere in pericolo la salute dei piedi e delle articolazioni, senza contare la fatica. Ma bastano poche tappe per rendersi conto dell’errore, nel momento in cui iniziano a sorgere i problemi tipici del peso eccessivo: mal di schiena, infiammazioni, tendiniti e vesciche…
E’ importante quindi dedicare una particolare cura a ciò che si mette dentro lo zaino, cercando di limitarne il più possibile il peso, che secondo gli esperti non deve superare il 10% del proprio peso corporeo … può sembrare incredibile, ma vi assicuro che è tecnicamente possibile… con un po’ d’esperienza, si può arrivare anche ad avere sulle spalle meno di 6 chili e vi lascio immaginare quanto impagabile sia la sensazione di libertà che si prova nell’essere consapevoli che si può viaggiare e vivere con così poche cose …. Quel peso dell’essenziale che rende più lieve il nostro Cammino…
Per ridurre il peso al minimo indispensabile è importante scegliere uno zaino di ottima qualità, leggero, con un volume di 35-45 litri al massimo e valutare la soluzione più leggera per ogni singolo oggetto che si vuole portare con sé: meglio un abbigliamento tecnico sintetico, un sacco a pelo di dimensioni compatte e un asciugamano in microfibra, tenendo presente che la somma di piccole differenze di peso farà una grande differenza per ogni passo compiuto.

Molto importante è anche come lo zaino va indossato. Il modo piu’ corretto e adatto a quasi tutti prevede che il peso non venga scaricato sulle spalle, bensì sul bacino. Per questo motivo lo zaino deve essere dotato di una comoda “cintura” da stringersi il più possibile in vita per consentire una ottimale distribuzione del peso sulle anche, mentre gli spallacci, ben regolati, si limiteranno a tenere lo zaino simmetrico e attaccato alla schiena , evitando che si muova e che quindi la forza peso si disperda.
E mentre prepariamo lo zaino, il processo di selezione tra ciò che ci piacerebbe portare e ciò di cui avremo veramente bisogno sul Cammino sembra assumere un interessante significato simbolico nel suo parallelismo con il Cammino della nostra Vita.
Quanta importanza diamo a cose che in fondo non ci servono? Con quanta superficialità a volte ci occupiamo delle cose che invece contano nella nostra vita? Quanto spesso confondiamo il superfluo con l’essenziale? E quanta fatica e tempo ci costa star dietro a situazioni che alla fine si sono rivelate di poca o nessuna utilità?
Il Cammino nella sua semplicità ci aiuta anche in questo: imparare a distinguere ciò che nella Vita è indispensabile da ciò che è inutile.
Una volta individuate le priorità e data loro la giusta importanza riusciremo ad affrontare la nostra giornata e in generale la nostra vita con spirito più leggero, imparando a dosare le energie ed evitando le fatiche tipiche di chi si butta addosso oneri inutili.
E’ questo un concetto su cui il nostro amico pellegrino Giuliano Mari, autore del libro “Camminando sulla Via Francigena – 1400000 passi dal Gran San Bernardo a Roma”, ritorna spesso mentre ci spiega la “filosofia del lento Camminare” ….
“Camminare – ci dice – accentua la differenza tra l’essenziale e il superfluo. Camminare mi ha insegnato che ogni cosa ha un peso e che questo peso me lo devo portare sulle spalle per ogni passo che farò sul Cammino… – … all’inizio non sapevo cosa mi sarebbe servito e allora ho messo sul letto tutte le cose che mi sembrava potessero essere utili. Le ho divise in tre mucchietti tra quelle che ritenevo essenziali, quelle che potevano essere utili e quelle di cui potevo fare a meno. Ho messo quindi nello zaino tutto il mucchietto dell’essenziale, un paio di cose utili e ho lasciato fuori il resto.. – … Questo modo di ragionare, per preparare lo zaino, è diventato nel tempo una “forma mentis”, un mio modo di pensare che applicavo nelle diverse situazioni che la vita mi presentava innanzi: ho imparato a dedicare molto più tempo alle cose essenziali e quindi importanti, a pesare il tempo da dedicare alle cose utili e a non perderne per le cose superflue…”

Quello che ho imparato in questi anni di Cammini e’ che non esiste uno zaino ‘perfetto’ o un modo di prepararlo perfetto: cio’ che si sceglie di caricare sulle spalle e’ qualcosa personale e dipende dal proprio modo di essere, dalle proprie caratteristiche fisiche e dall’esperienza che ci si porta dietro …
Certo e’ vero! … ci sono delle cose che dentro uno zaino sarebbe meglio che ci fossero per affrontare il Cammino con una certa serenita’ … ci sono anche modi ‘studiati’ apposta per preparare lo zaino e che permettono di scaricarne meglio il peso sul corpo … esistono oggettivamente modelli di zaini che vanno meglio di altri per questo tipo di esperienza e ritengo che sia un buon passo di partenza quello di chiedere consiglio o cercare informazioni a riguardo sui tanti siti dedicati al Cammino, incluso questo. E’ importante pero’ aver chiaro che quello che va bene ad altri, non e’ certo che vada bene a noi fino a che non lo avremo sperimentato …

…. credo che esista solamente un tipo di zaino adatto al Cammino …. quello ESSENZIALE per il nostro ‘essere noi stessi’ e che solo l’esperienza personale potra’ rendere piu’ comodo e piu’ leggero.

Se ritenete possa essere di vostra utilita’, ecco la descrizione del MIO ZAINO ESSENZIALE

Buon Cammino!

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